Candido Speroni

Nacque a Piancastagnaio, figlio del farmacista Osvaldo Speroni e dell’insegnante Graziella Scarpini. Crebbe in un ambiente culturalmente stimolante e maturò fin da giovane un interesse per la musica, trasmessogli dal padre Osvaldo, diplomato all’Accademia Chigiana, allievo del Maestro Alfredo Casella, che proprio sul pianoforte degli Speroni avrebbe composto la celebre opera La Donna Serpente.

Negli anni Cinquanta conobbe Carla Fendi, che frequentava il paese durante i soggiorni estivi, e si trasferì a Roma, lasciando la professione di farmacista per collaborare all’attività dell’azienda di famiglia Fendi, inizialmente nel punto vendita di via Piave, alle dirette dipendenze di Adele Casagrande, madre di Carla. I due si sposarono il 19 aprile 1960.

Con il tempo consolidò il proprio ruolo all’interno dell’impresa, affiancando la moglie come consulente interno e occupandosi di design, organizzazione, comunicazione e pubbliche relazioni, contribuendo al consolidamento dell’immagine del marchio anche nella fase di espansione internazionale. Partecipò alle principali fasi di sviluppo della maison, dall’apertura del complesso di via Borgognona all’introduzione del marchio con la doppia “F” e alla collaborazione con Karl Lagerfeld avviata nel 1965, fino all’apertura dei primi punti vendita all’estero.

In un’intervista rilasciata al settimanale Anna nel 1986, sottolineò il proprio contributo all’attività aziendale, dichiarando: «Forse il mio è un caso particolare perché, lavorando nella stessa ditta di mia moglie, in parte credo di aver contribuito anch’io alla sua espansione. Il successo di Carla, quindi, non mi dà alcun fastidio, anzi mi inorgoglisce».

 

Fine collezionista, la frequentazione di antiquari e di galleristi come Maria Paola Maino, contribuì in modo determinante alla definizione dell’identità della sua collezione, che nel tempo si è distinta per coerenza tematica e qualità delle opere. Il dialogo con figure centrali della critica italiana del Novecento come Maurizio Fagiolo dell’Arco e Mario Quesada, favorì un progressivo affinamento delle scelte collezionistiche, sviluppando un profondo interesse per la cosiddetta Scuola Romana, pittura intimista e vicina a temi borghesi e quotidiani.

Amava il muralismo pittorico di Mario Sironi, gli interni domestici di Pietro Marussig, e i paesaggi di Cipriano Efisio Oppo, scelti per la loro capacità evocativa e per il richiamo agli anni trascorsi in campagna, insieme alle nature morte di Giuseppe Capogrossi e Carlo Socrate per la scelta di elementi compositivi, come il violino o la mandola, legati all’amore per la musica che Candido Speroni coltivò sin dalla sua infanzia. Il quadro “Violino allo Specchio” di Carlo Socrate del 1930, appartenuto alla collezione di Margherita Sarfatti, venne esposto in occasione della Mostra del Novecento Italiano, (Amigos de la Arte) a Buenos Aires, 1930 e nel 2025 all’esposizione Il Ritratto dell’Artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie presso Museo Civico San Domenico di Forlì.

 

Accanto alla pittura novecentesca, Candido Speroni coltivò un interesse per le arti decorative e per l’Art Déco, mostrando nel campo della pittura liberty particolare attenzione per Giulio Aristide Sartorio e il suo stile rappresentativo di simbolismo e decorativismo italiano tra Otto e Novecento.

Carla Fendi ha più volte riconosciuto pubblicamente il ruolo determinante del marito nel suo percorso di mecenatismo e filantropia, affermando che fu lui a incoraggiarla a intraprendere un impegno diretto a sostegno dell’arte e della cultura.

Speroni morì a Roma il 2 novembre 2013, alla vigilia del suo ottantatreesimo compleanno.

 

Dopo la sua scomparsa, la figura di Speroni è stata ricordata attraverso iniziative in ambito culturale e sportivo. Nel luglio 2014, Il Maestro Riccardo Muti ha diretto a Spoleto Il Concerto per un Amico, omaggiando la figura di Candido Speroni.

Appassionato di Golf, nello stesso anno, il Circolo del Golf Acquasanta, il più antico di Roma e del quale era socio, ha voluto ricordarlo dedicandogli il Memorial Candido Speroni.

Successivamente alla sua scomparsa, Carla Fendi ha promosso significativi interventi di conservazione della Pieve di Santa Maria Assunta di Piancastagnaio, città natale di Speroni, in particolare il restauro dei due altari laterali del presbiterio. Nella stagione 2015-2016 l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha presentato l’opera Danza lenta di C.S. fra gli specchi di Fabio Nieder, commissionata in sua memoria.

Nel 2016, per volontà di Carla Fendi, è stata istituita la Fondazione Candido Speroni e Carla Fendi Speroni ETS, dedicata alla conservazione e valorizzazione della loro collezione d’arte e dell’archivio.

Candido Speroni è sepolto a Piancastagnaio, accanto alla moglie.